18 feb 2009

Walter dove vai?

Evidentemente da lui siamo partiti e da lui ricomincio. La saga di Walter mi ha prima ispirato, poi sprofondato nel sonno della ragione, ora ridestato improvvisamente. La sua fine segna l'inizio dell'era glaciale 2 dei pensierimagri.

17 giu 2008

Del dolce dormire

Incredibile. Allora Silvio B. stava fingendo. Non era la versione 4.0, la release dello statista. Pazzesco, nessuno lo poteva sospettare. Ma allora quella storia del dialogo, dell'abbassare i toni, volete dirmi che non era vera? Quindi Lui non aveva veramente messo da parte la tentazione di usare la cosa pubblica per risolvere i suoi problemi economici, finanziari, tricologici e legali. Ma dài incredibile. Eppure sembrava così sincero, anche lo sguardo da Mitterand in campagna elettorale pareva rivelatore di un inversione di tendenza quasi posturale. E Walter, anche lui adesso si è accorto, si vede che non è uno sciocco, dopo solo qualche leggina qua e là gli è venuto il dubbio che...Però io non sarei così precipitoso: vabbè schierano l'esercito, provano a ridurre al silenzio i giornali sulle questioni che possono turbare i cittadini (tipo le intercettazioni del loro amato premier che raccomanda le vallette), bloccano i processi su certe questioni...
Vabbè dai, non traiamo conclusioni affrettate, siamo solo all'inizio. Ha ragione Walter, se fanno ancora qualche birichinata questi mariuoli, facciamo loro capire che con noi non si scherza e che va a finire che il dialogo è a rischio. E poi allora vediamo chi la vince.

14 mag 2008

Garantè

Anni fa nel nostro paese e più di preciso nel "territorio dello Stato"(lo dico nel senso più occidentale del termine quindi con un'accezione più inclusiva rispetto a quella che abbiamo oggi nelle democrazie post-dittatoriali europee in particolare Grecia, Spagna e Italia), apparve la misteriosa figura del Garante, capo solenne di una qualche Authority (autarchicamente definita anche Autorità in seguito ma comunque inutile e partiticamente nominata). L'anglismo "welfare" persiste invece nel lessico governativo, molti sindaci leghisti pensano che sia Uèlfer o Vèlfer un eroe celtico e quindi sono entusiasti come quando mettono i nomi in dialetto sotto i cartelli stradali di ingresso al paesello. Questa premessa farebbe pensare alla scrittura di un post serioso di ingegneria istituzionale invece no. Volevo solo manifestare un certo rammarico perché nelle varie Autorità ci sono stati Rodotà, Catricalà e Calabrò. Insomma avete capito, oltre ad avere gli appoggi politici giusti dovete avere una cosa che pochi hanno cioè un cognome così. Per cui nelle nuove nomine preparatevi magari a un Jerry Calà.

09 mag 2008

Il rovello del tifoso

Questo è un periodo duro. Lo sappiamo. Io fatico a prendere sonno, mi infliggo sofferenze neurologiche a vedere Scajola al posto di Bersani o, che so, Ronchi al posto della Bonino. Se penso a Bondi ministro dei Beni Culturali comincio a piangere e mi rigiro nel letto provando a svegliarmi e invece sono già sveglio e l'unica è addormentarsi. In più c'è la Carfagna e tanti altri incredibili. Poi però penso anche che questo è un governo molto più vicino agli italiani, che interpreta meglio il paese e che quindi è un semplice e naturale esito della democrazia. Dopotuttto la Prestigiacomo credo farà meglio di Pecoraro (e vorrei vedere) e Matteoli mi dà più affidamento di Di Pietro. Penso anche che, da buon italiano, dovrei sperare che questo governo faccia bene e che duri. E' nel mio interesse, in quello dei miei amici e della mia famiglia che Berlusconi abbia successo, che il debito sia risanato, che i mezzi pubblici funzionino meglio, che la sanità sia più efficiente, che la spesa pubblica venga riqualificata, che Sacconi mi aumenti lo stipendio. Certo, mi dico, devo fare così, come dice Walter, non offendere l'avversario, dialogare, fare le riforme insieme, costruire una democrazia matura. Insomma fare la mia parte pur senza entusiasmi. Se alla fine dei 5 anni avranno fatto bene, anche io e Walter voteremo Silvio, se non sarà già al Quirinale, e se no voteremo Tremonti. Forse mi viene addirittura il sospetto che se dovessi scommettere su quale schieramento politico potrebbe approvare i Pacs, o cose simili, forse punterei sulla destra. Però poi mi scopro tifoso; e allora verso mattina, quando gli uccellini sui pochi alberi rimasti nel mio cortile fanno sentire la loro voce rasserenante, mi rendo conto che non sono ancora pronto per avere un animo anglosassone, mi viene in mente Silvio che parla di Mangano, il digitale terrestre, le leggi ad personam, Raimondo Vianello, Schifani al Senato, il labbro bavoso di Gasparri, Calderoli e Borghezio e anche Matteo Salvini che dice in tv che lui il canone Rai non lo paga perché vuole abolirlo e io vorrei abolire lui, la sua ignoranza e la sua volgarità.
Insomma mi alzo, con fatica, stiracchiando la schiena; per ora c'è ancora troppa roba che devo digerire prima di essere un bravo cittadino. Proverò con l'Alka seltzer. Ma forse serve L'idraulico liquido.

07 mag 2008

La banda

Si vocifera che Calderoli possa assumere la titolarità di un ministero assai originale quello della DELEGIFICAZIONE. Per un chirurgo maxillo-facciale come il Roby mi sarei aspettato un ministero della DEVITALIZZAZIONE o al limite della pulizia dentale. Invece no, sarà forse chiamato, novello Penelope, a disfare quello che i Parlamenti hanno fatto: che lavoraccio.
Come premio quindi, dopo aver fatto danni in qualunque casella governativa fosse stato inserito nelle precedenti esperienze (fu uno dei tanti costretti alle dimissioni nell'ultimo Governo di Silvio, nello specifico per la questione della maglietta anti-Islam) gli si ridà un bell'incarico ("prima hai fatto un po' le bizze ma sei uno intelligente in fondo, stavolta però riga dritto mi raccomando"). Sarebbe auspicabile che il nostro Presidente della Repubblica esercitasse la sua moral suasion, come si usa dire di questi tempi, sulla riproposizione di certi nomi. Di Yesmen ventriloqui di Silvio o di Umberto ce ne sono in abbondanza, almeno si salverebbe la forma per qualche settimana. Ma in Italia è così, si dimentica tutto presto: un po' come nell'hockey, si va in panchina per un minuto di penalizzazione ma poi si rientra in campo. Quindi avremo anche Scajola (dimissionario come sopra) e Tremonti (dimissionario come sopra), insomma la solita banda che suonerà la solita musica, in attesa del maiale day.

18 apr 2008

Galli, Formiconi e capre


"Qualora Formigoni si dovesse dimettere da governatore, sarebbe auspicabile che a sostituirlo fosse un esponente della Lega Nord". Dario Galli, Lega Nord, ospite ad 'Omnibus' su LA7, ha così spiegato la posizione del Carroccio sull'eventuale sostituzione del presidente della regione Lombardia nel caso accettasse un incarico ministeriale. (tratto da Repubblica on line)

Mi sono perso qualcosa stanotte oppure si deve ancora votare piuttosto che nominare un presidente di Regione? Passi la dichiarazione di questo tal Galli ma il commento ovino del notista è ancor peggio. Almeno a mio modesto e indignato parere.

17 apr 2008

Le plat pays


Le plat pays: così cantava Jacques Brel del suo Belgio e mi viene, anche se per altre ragioni rispetto a quelle del cantautore, il riflesso di pensare a noi. Dico "noi" con tutte le possibili nuove accezioni che il pronome può avere di questi tempi. Da un post del mio amico Giorgio (lo so che non siamo ancora amici, ma ci capiamo già) di cui un giorno sì e uno no cerco di leggerne il blog (un Giorgio sì e l'altro no mi viene da dire) mi viene lo spunto per scrivere alcune righe. Ho raccontato in queste settimane, per pochi intimi, cose che mi sembravano ovvie: il primo post vero l'avevo intitolato Boselli for president, poi il resoconto della mia visita con Davidone a Monza a sentire Formaggino e ancora le idee sulla Sicilia, insomma tutto lasciava trasparire sensazioni evidenti. Dalle idee di uno (cioè io) che non si occupa di comunicazione o di politica, che viaggia abbastanza per l'Italia incontrando imprenditori, sindaci, assessori e, capita, ministri e che soprattutto ha come valore quello di osservare i fatti, passati e presenti, con lucidità e senza lenti deformanti, pur mantenendo le sue idee, le sue passioni e i suoi sogni, appariva tutto chiaro, quasi abbagliante. Premetto che non sto facendo l'elogio alla mia preveggenza, ci mancherebbe altro non ho mai fatto neanche un 12 al Totocalcio, semplicemente vorrei portare all'attenzione quello che il mondo dei media (blogger compresi) ci porta in tavola ogni giorno. Passi che Boselli dichiari che avrebbe preso il 4% o che Formaggino ci dicesse che ormai eravamo lì a un'incollatura dal nano, tanto che dai sondaggi più accurati gli si vedevano i peli delle orecchie, ma tutto il parlare di pareggi, governi istituzionali, liste pro life, riforme elettorali? E Realacci che commenta gli exit polls, dopo quello che era successo nelle scorse elezioni, dicendo che il Pd avrebbe dato una Camera all'opposizione (invece loro non ci danno neanche il bagno adesso)? E la Bindi, proprio lei che sembrava anche intelligente certe volte, va a dire in tv che il Pd è il primo partito? Ma questa gente dove vive? E i giornali che fanno? Intrattenimento? Gossip?
Io mi chiedo: a momenti perdevamo le elezioni di due anni fa (magari le avessimo perse!) dopo 5 anni pazzeschi di centrodestra con un paese con le pezze al culo e in più "tutti insieme appassionatamente" compresa la Sbarbati dei Repubblicani (ve la ricordate in piena notte a festeggiare i 25.000 voti in più con Fassino e Prodi sul palco di piazza del Popolo?). Ma quale genio poteva pensare di battere veramente uno come il nano dopo 24 mesi di comiche+rifiuti+mozzarelle+Ratzinger+benzina a 1.40 e pane a 4 euro al chilo?
Capisco "il provarci" per chi paertecipa a una competizione, ma gli analisti dove sono? Sono quasi tutti al soldo di qualcuno? Vogliono solo vendere un prodotto e scrivono quello che la gente vuole sentirsi dire? Oppure hanno messo il passamontagna al contrario. Giorgio aiutami tu, io Scalfari non ce la faccio più a leggerlo!